Consigli per un corretto utilizzo del sistema X-Spat

Il sistema X-Spat è una risorsa versatile e potente per un'ampia gamma d°òapplicazioni, an-che se il suo “habitat” naturale è la performance “Live”. Questo capitolo fornisce le informazioni necessarie per utilizzare correttamente il sistema in alcune applicazioni possibili, surround 5.1 e 7.1 compresi.

La finestra X-Spat Diagram

Selezionate nel menù A&G X-Spat> X-Spat Diagram, oppure File > Diagram dall'unico menù della finestra Patchbay, per visualizzare un diagramma di flusso che speriamo possa esservi utile per fugare eventuali dubbi in fase di configurazione del patchbay interno di X-Spat.
Alcune considerazioni preliminari. L'area Patchbay, con i suoi 34 ingressi e le 56 uscite, a sinistra nel diagramma, permette l'indirizzamento dei segnali audio in ingresso verso una qualsiasi delle uscite a disposizione. Ad esempio:
le otto uscite "to HOST" corrispondono agli otto canali firewire in ingresso
nel computer. Anche gli otto canali in uscita dalla "Spatialisation Matrix", miscelati o
meno con gli "Insert Returns", possono essere indirizzati alle uscite "to Host" per un
eventuale codifica della Spatialisation in uno dei formati di codifica multicanale;
Gli otto input channel strip corrispondono agli otto ingressi dello Spatializer, e le 8 uscite di quest'ultimo possono essere collegate con le otto uscite "to ROSETTA Option IN" che corrispondono alle uscite del Rosetta/800 96, analogiche o digitali che siano.
Il parametro "Number of Speakers" dell'area "Global Settings" può essere impostato
con un valore inferiore ad 8, e per la realizzazione di un setup 5.1 tale valore deve
essere pari a 5. Il canale riservato al subwoofer potrebbe essere l'out numero quattro
dei "to Rosetta Option In", collegato al "Send/Out" del "SubMix A". Il SubMix A potrebberaccogliere in ingresso gli otto canali provenienti dall'host o dallo stesso "Rosetta Option
OUT", fornendo così un canale "discreto", non spazializzato, risultante dal mix di tutte le
sorgenti audio in ingresso, già spazializzate attraverso la Spatialisation Matrix. Anche i
sedici "Channel Inserts" possono essere utilizzati similmente per avere altrettanti canali
discreti assegnabili ad un uscita "fisica" qualsiasi.
Avete a disposizione anche 8 segnali di test, 7 in realtà, otto con la condizione "No Signal" (assenza di segnale) necessariamente selezionabile anch'essa. Si consiglia di "collegare" a "No Signal" qualsiasi ingresso del patchbay non utilizzato. Fate attenzione ai possibili rientri di segnale che potrebbero verificarsi nei software utilizzati nel computer host. Il patchbay di X-Spat è molto versatile e potente, ed abbiamo cercato di eliminare tutte le possibili configurazioni "pericolose", ma non possiamo far niente per evitare che esternamente vi siano dei collegamenti sbagliati.

Elementi Comuni da considerare per tutte le applicazioni
.

L'effetto Spatialisation™ è il risultato della somma degli output di tutti gli speakers. Se uno speaker non funziona bene o è in mute, vi consigliamo di cambiare il numero di speaker in uscita con l'apposito parametro nell'area "Global Settings" del software X-Spat Controller.
Per ottenere il miglior effetto possibile, impostate correttamente la posizione degli output dello spatializer e controllate la correttezza dell'assegnazione di queste uscite alle uscite del Ro-setta 800 nel Patchbay di X-Spat Controller.
Ad esempio, in un setup 5.1 ITU il numero di output dello spatialiser deve essere impostato al valore 5 per mezzo del parametro "Number of Spat.Out" nell'area "Global Settings" di X-Spat Controller. Lo standard ITU però, prevede che il subwoofer sia collegato al canale 4 del Rosetta. Nella finestra Patchbay, quindi, collegheremo l'uscita 4 dello Spatializer all'uscita 5 del Rosetta, e l'uscita 5 dello Spatializer all'uscita 6 del Rosetta. L'uscita 4 del Rosetta, destinata al Subwoofer, potrà essere collegata direttamente ad uno o più input o ad uno dei submixer interni di X-Spat.

In pratica, considerate sempre questo fatto:
ogni uscita dello spatializer di X-Spat può utilizzare una qualsiasi delle uscite del Rosetta 800;
il prezzo da pagare per per poter usufruire di questa versatile e comoda opzione consiste nell'attenzione che dobbiamo porre nell'impostazione del patchbay interno di X-Spat.
Risulta molto più semplice effettuare la codifica in AC3 o DTS, per la riproduzione da DVD, dei file audio prodotti da X-Spat. Collegate le uscite del Rosetta 800, digitali od analogiche che siano, ad un sistema di registrazione muiltitraccia su hard disk. Registrate la vostra Spatialisation e poi caricate i file audio risultanti in uno dei tanti software di codifica disponibili in commercio, come APack di Apple o similari.
Degno di nota il comportamento di Cubase SX per Mac OS X in questo frangente. Il sequencer audio della Steinberg permette la creazione di un bus multicanale virtuale che accetta i canali Firewire Host In di X-Spat come ingresso e l'hard disk interno come destinazione, indipendentemente dal fatto che gli Host Out Firewire channels della scheda siano usati contemporaneamente come usci-te di Cubase SX verso X-Spat stessa. Un X-Spat Base bundle ed un Powerbook con Cubase SX ed APack saranno sufficenti per la produzione e masterizzazione di progetto multicanale su DVD.
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